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One57, Manhattan cambia ancora

9 Febbraio 2012 di Cristina 1 commento

La velocità con cui il profilo di Manhattan sta cambiando è incredibile; se siete stati sull’isola negli ultimi anni avete visto crescere il One World Trade Center di settimana in settimana, di giorno in giorno. I suoi 500 metri abbondanti lo renderanno tra poco l’edificio più alto della città, ma già adesso è il re incontrastato dello skyline di Downtown.

Per non essere da meno, Midtown ha in serbo un altro megagrattacielo, il One57, che è previsto per il 2013 e arriverà alla non indifferente altezza di 300 metri. Questo condominio di 90 piani sta sorgendo al 157 di W 57th street, a uno sputo da Central Park e nel bel mezzo del Plaza District, l’area più esclusiva di Midtown. L’edificio ospiterà un Hotel Park Hyatt nei pieni inferiori e più di 100 unità abitative nei piani alti.

L’architetto è Christian de Portzamparc (ho letto tre volte il nome e ancora non riesco a pronunciarlo), un seguace di Le Corbusier, che segue la lezione del maestro nel minimalismo e nello sforzo di integrare le opere nell’ambiente circostante. Nelle sue intenzioni il One57 non dovrà soltanto svettare, ma appartenere al quartiere. Dal livello stradale la struttura sembra una cascata di vetro, enfatizzata dalla pensilina ondulata, che dà l’impressione che il palazzo fluisca verso terra. Da Central Park la sua forma asimmetrica risalta nella grande foresta di grattacieli e allo stesso tempo sembra non voler fare troppo rumore, come per essere ammessa in famiglia.

Ma gli interni sono di sicuro il punto forte: ampi, ariosi e ricoperti dal pavimento al soffitto con vetrate che si affacciano sul parco. Se foste interessati conviene affrettarsi, perché sono già stati venduti metà degli appartamenti. Un’idea del prezzo? Circa 60 000 $ al metro quadrato!

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. cristian

    9 Febbraio 2012 alle 11:24

    O_O

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Cristina: una 9to5-er. Una professionista nel mondo del marketing e comunicazione. Una viaggiatrice linguista. Una sognatrice accanita che crede ancora nelle favole. Eternamente impaziente. In breve: un’italiana a New York che cerca in continuazione di vedere il lato magico nella vita di tutti i giorni.

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