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Diego Rivera al MoMA, dopo 80 anni

7 Febbraio 2012 di Cristina Lascia un commento

Confesso di aver sentito parlare per la prima volta di Rivera nel film “Frida” con Salma Hayek e il grande Alfred Molina nel ruolo di Diego. Il film secondo me non è nulla di che, ma il personaggio del pittore messicano mi è rimasto impresso. Comunista convinto, fu invitato spesso in Unione Sovietica e ospitò Trotsky nel suo esilio finito male.

Ma la parte buffa è che frequentò molto anche gli Stati Uniti, un paese che oggi non ama molto Marx, ma negli anni ’30 lo odiava con tutto il cuore. Ciononostante dipinse un enorme murales di Lenin nel neonato Rockefeller Center, opera che fu ben presto distrutta. Rivera fu anche il protagonista della seconda personale in assoluto del MoMA, nel 1931. Compose cinque murales direttamente nel museo e poi altri tre a grande richiesta; oltre alle immagini del Messico rurale, omaggiò la città con scene della classe operaia durante la Grande Depressione.

Dopo più di 80 anni, il MoMA ripropone le opere migliori di quella mostra: murales, dipinti, schizzi e materiale d’archivio, oltre ai bozzetti per il murales del Rockefeller. La nuova esibizione si concentra in particolare sull’esperienza newyorchese e sui luoghi manhattiani di Diego e Frida, schifati sì dal capitalismo, ma un po’ meno dal lusso del Barbizon-Plaza. Fa poi qualche qualche salto tra Russia, Messico e Italia per raccontare le esperienze cosmopolite della coppia. La mostra è aperta fino a maggio, perciò c’è ancora un po’ di tempo per visitarla.

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Cristina: una 9to5-er. Una professionista nel mondo del marketing e comunicazione. Una viaggiatrice linguista. Una sognatrice accanita che crede ancora nelle favole. Eternamente impaziente. In breve: un’italiana a New York che cerca in continuazione di vedere il lato magico nella vita di tutti i giorni.

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